"i nostri sogni sfondavano i soffitti" (le luci ecc ecc).
Ora sfondano solo l'anima e relegano la tenerezza in un angolino, mentre le unghie crescono e i denti si affilano per farci vicendevolmente sanguinare.
Lasciar volare via l'aquilone o aggrapparsi ai suddetti sogni, anche se il filo potrebbe ancorarsi al suolo girando e stringendo come un cappio il collo?
"Tu non preoccuparti" (cit.)
domenica 21 novembre 2010
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